Il progetto 3C di Humana è un orto sociale in provincia di Milano. Chi ne fa parte può apprendere tecniche di coltivazione e sperimentare secondo le proprie inclinazioni, come ad esempio sta facendo Piero, ortista e appassionato di agricoltura sinergica.

La Redazione

All’orto del progetto 3C di Humana Italia si coltiva il clima e la comunità. Le persone coinvolte  si prendono cura del proprio lotto di terra (15-30mq) sperimentando e mettendo in pratica diverse tecniche di coltivazione, sotto la guida sapiente della farming instructor di Humana, Alessandra. Insieme a lei, apprendono e si dedicano con passione a un’agricoltura lenta, che segue il ritmo della natura, partecipando ai momenti formativi e di confronto. In questo modo si alimenta lo scambio e la condivisione di esperienze: l’orto diventa sempre più fertile e ricco di ortaggi di ogni genere, oltre che di storie da raccontare. C’è, ad esempio, quella di Piero, infermiere in pensione che è entrato a far parte del progetto di Humana lo scorso inverno. La sua passione è l’agricoltura sinergica, ovvero una “filosofia agricola” dalla disarmante semplicità: la natura è un sistema perfetto, l’uomo deve ascoltarla, incentivarla senza però intervenire troppo. Essa presuppone che vi sia un lavoro, uno scambio (una sinergia, appunto) tra suolo e pianta: il suolo nutre le piante e le piante nutrono il suolo in maniera completamente simbiotica. “Tutto si concretizza nell’osservare come si comporta la natura e nel cercare di imitarla nel proprio lavoro” – spiega lo stesso Piero.

Masanobu Fukuoka, botanico e filosofo giapponese, autore del libro La rivoluzione del filo d paglia, è stato l’ispiratore di questa tecnica: il suo pensiero, infatti, si modella sulla filosofia del non fare, del senza. Questa si fonda sull’assunto per cui l’universo è in un costante flusso in cambiamento, dove ogni cosa avviene spontaneamente: il miglior modo di agire è il non agire, per lasciare spazio al libero insorgere degli eventi. Applicato alla cura della terra, si traduce nel consolidare quello che già fa l’ecosistema naturale. Fu poi EmiliaHazelip che tradusse la filosofia di Fukuoka per renderla praticabile anche in Europa, fondando la Libera Scuola di Agricoltura Sinergica. Da allora questa pratica viene utilizzata in tutto il mondo.

Per ora l’esperienza di Piero è positiva: La mia più grande soddisfazione sta nel fatto di poter sperimentare liberamente questa tecnica, in sintonia con le mie convinzioni ed attitudini, proiettate ad una sinergia tra suolo, piante e uomo”.

Il suo “esperimento” si inserisce nel contesto più ampio del progetto, ma questo non è certo un ostacolo, anzi: “Per definizione la comunità è un insieme di persone unite negli intenti e nei valori – continua Piero – Quello che però fa la bellezza delle comunità è la diversità di ogni partecipante, la molteplicità di attitudini, come ad esempio la mia verso questo tipo di coltivazione. La diversità porta a confrontarsi continuamente, ad uscire dal proprio guscio e a mettersi in gioco. Penso che la forza del progetto 3C sia proprio quella di potersi confrontare con tante persone, tutte accomunate dalla stessa passione. Per esempio il mio lotto di terra è proprio vicino alla fontanella, un luogo centrale quasi simbolico dell’orto, dove passano tutti. Qui spesso la chiacchiera diventa osservazione e scambio di informazioni agronomiche. Assicuro che non si smette mai d’imparare!