Il nuovo trend del momento: liberarsi di ciò che non è essenziale. Una pratica funzionale sia per l’organizzazione degli spazi, sia per lasciare andare il proprio passato. Un beneficio personale che può trasformarsi in un gesto gentile per ambiente e società.

di Redazione

Si sta avvicinando l’inverno, la stagione in cui iniziano a farsi spazio i nuovi propositi per l’anno nuovo. Per accoglierli serve appunto spazio e quale migliore occasione per crearlo se non un momento da alcuni amato e da molti altri temuto: il cambio dell’armadio.

Ottima occasione per fare una pulizia accurata del guardaroba, il cambio armadio stagionale per tante persone è considerato un lavoro lungo e difficoltoso, che richiede pazienza ma soprattutto un buon senso dell’organizzazione. Seguendo però i giusti consigli, scegliere cosa tenere e a cosa dare una seconda vita può diventare davvero facile e divertente.

La soluzione si chiama decluttering che letteralmente significa: “eliminare ciò che non è più necessario”.

Nei paesi anglosassoni fare decluttering è ormai diventata una filosofia di vita. Si pensa infatti che la riorganizzazione dell’armadio permetta un beneficio anche a livello interiore: ripulirsi del passato per dare spazio a nuove possibilità future.

Per deliziarvi con alcune pillole sull’organizzazione del guardaroba, ci siamo rivolti a Ilaria Falciola, Fondatrice di Milky Project, Professional Organizer e Home Stager.

Com’è nata la tua passione per il decluttering?
Ho sempre avuto il pallino dell’organizzazione ma senza ottenere risultati duraturi. Poi ho scoperto che la chiave era eliminare il superfluo, ciò che negli anni avevo accumulato ma che aveva esaurito il suo compito nella mia vita. Il decluttering mi ha portato ad avere meno cose ma tutte amate e utili e organizzare gli spazi è diventato semplice. Così ho approfondito l’argomento, ho studiato e oggi lo insegno.

Quali sono i benefici di questa attività?
I più evidenti sono: meno tempo per riordinare, per decidere cosa indossare e per trovare le cose. Andando oltre, è bene ricordare che l’ambiente in cui viviamo ha un impatto incredibile su umore, produttività e creatività. Spesso questo aspetto viene sottovalutato e viene dato all’ordine solo una funzione estetica.

Quali sono i consigli pratici per riorganizzare gli spazi e per mantenerli ordinati nel tempo?
Prima scegliere cosa tenere e solo dopo organizzare. Dovremmo tenere solo le cose che amiamo o che usiamo ripetutamente. Gli oggetti che non riteniamo importanti sono qualcosa in più di cui occuparsi e non aggiungono valore alla nostra vita. Il tempo libero che si ricava dalla loro eliminazione ha invece un gran valore.

Esiste secondo te un legame tra decluttering e sostenibilità?
Fare decluttering significa anche scegliere a quali oggetti dare una nuova vita, che sia riciclandone la materia prima o donandoli. Inoltre, sapere che le cose eliminate renderanno felice qualcun altro, facilita molto il compito di chi fa decluttering perché elimina la sensazione di “spreco”.

Possedere meno per vivere meglio è sicuramente il messaggio che emerge dalla nostra intervista.
Fare decluttering può diventare davvero un nuovo stile di vita. Non si tratta di rivoluzionare periodicamente il proprio guardaroba, ma compiere questa azione una volta per tutte e assumere poi un comportamento di acquisto più responsabile.

Quante delle cose riposte nel nostro armadio ci servono davvero o in qualche modo danno valore alle nostre giornate? La maggior parte dei vestiti/accessori che possediamo sono entrati a far parte della nostra vita in un dato momento, e, per qualche motivo, che sia un legato affettivo, o un semplice gesto involontario, ci sono rimasti.

Diventa così indispensabile adottare un approccio diverso, più minimalista, ma che allo stesso tempo possa sfociare in un gesto collettivo: tenere l’essenziale per donare il superfluo.
Abbracciare questo nuovo stile di vita permette sia di valorizzare i propri oggetti personali, sia di aiutare persone bisognose. Invece di abbandonare quel capo in un cassetto, lasciatelo andare così che possa trasformarsi in un progetto di solidarietà. Donare dà la possibilità all’abito usato di continuare il proprio ciclo di vita, raccontare il proprio vissuto a una nuova persona e iniziare con lei una nuova storia, senza diventare un peso per l’ambiente.